Intervista al M° Ezio Antonucci Aikido Shihan
Sensei, quale disciplina pratica?
L’AIKIDO
Come mai ha scelto di praticare l'aikido e a quale stile si è affacciato tra
i tanti?
Rispondo alla prima domanda e quindi Ti dico per la sua armonia e
scioltezza.
A che età ha iniziato a praticare?
A 15 anni.
Perché ha cominciato?
Per difesa e sicurezza.
Quale è il suo ruolo nella Buikukai d'Europa?
Sono Shihan.
Quali personaggi aikidoistici ha incontrato nella sua carriera?
Quanti direi. Tantissimi, dapprima il figlio del fondatore Kisshomaru
Ueshiba, i Mi Tada, Kobayashi, Cognard, Riondet, Tamura, Noro, Ashai, Saito,
Chiba, Hosokawa, Fujimoto e tanti altri. Ti preciso che ti ho detto i nomi così
come li ho ricordati, non è questa una classifica.
Lo stile che lei studia e propone, è un evoluzione o semplicemente un altro
modo di approccio a tale arte?
E’ una continua evoluzione tecnica.
Secondo il suo parere, quanto tempo ci vuole per diventare un discreto
praticante di aikido?
Almeno tre anni.
E magari un insegnante?
Almeno quattro anni.
Quali sono a livello mondiale, secondo lei, le fonti più autorevoli di
aikido?
Quelli che ti ho detto prima, che ho incontrato.
E in Italia?
Ve ne sono molti.
Qual'è stata la sua esperienza più significativa?
Aver conseguito lo Shodan a 20 anni e poi, l’incontro con Shihan Kobayashi.
Che significa per lei l'aikido come arte marziale?
Un mezzo che aiuta a vivere meglio la vita.
Per un praticante di aikido sarebbe possibile rendere efficace quello che
studia in contesti esterni ai dojo?
Certo con l’allenamento costante.
Si è mai trovato ad applicare qualche tecnica in situazioni di pericolo,
tipo aggressione, se ne ha mai avuta una?
Si quando ero più giovane e avevo anche voglia di verifiche.
Meglio affrontare o evitare un combattimento?
Affrontare, altrimenti ti chiederai sempre perchè non l’ho fatto.
Un parere sul suo gruppo di allievi?
Gli allievi si selezionano da soli, alla fine ti restano sempre i migliori.
Cosa distingue un appassionato da un professionista, nelle discipline
marziali?
Da come si muove sul tatami.
Cosa ne pensa delle donne nelle arti marziali?
Possono raggiungere dei buoni risultati solo se sono costanti, ma molto
spesso sono distratte dagli eventi della vita.
Meglio gruppi piccoli o grandi?
Meglio un gruppo, non ha significato se piccolo o grande.
Quanto dovrebbe costare un corso di arti marziali?
Ogni allievo dovrebbe pagare ciò che si sente di pagare.
Come si fa a capire se un corso è un corso serio o no?
Dall’istruttore.
Cosa significa per lei conseguire delle qualifiche?
Una verifica di quello che si sta facendo.
Cosa sono per lei i gradi nelle arti marziali?
Come sopra.
Un grado alto è sempre indice di grande padronanza tecnica?
No, purtroppo, non è sempre così.
Due parole per spiegare il suo aikido.
E’ molto istintivo e immediato.
Quale consiglio da a chi volesse intraprendere questa via?
Segui un Maestro ma, principalmente la sua tecnica. Sempre.
Un saluto.
Anche a te e segui la via. Ti ringrazio per questa intervista, molte cose
che mi hai chiesto le ho scritte nelle bozze del mio libro sull’aikido che sto
cercando di scrivere e chissà quando lo finirò.
(Allora in bocca al lupo Maestro.)
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